Primi su Google? Ecco la guida 2022, ma non ti spaventare

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Indice

Essere primi su Google, diciamocelo, è il desiderio nascosto (ma nemmeno poi tanto) della quasi totalità dei business.
Tutti vogliono sapere come essere in cima alle ricerche di Google e la ragione oltre che comprensibile è presto detta, Google è il principale motore di ricerca mondiale per ricerche effettuate e detiene svariati primati e record rispetto ai suoi concorrenti diretti.

Chi è primo su Google può vantare centinaia di migliaia di impressioni e clic, volumi di traffico da capogiro e, che te lo dico a fare, una visibilità mediatica che da far venire la pelle d’oca.

Su come essere al primo posto su Google sono stati scritti libri, realizzati video, podcast e scritti centinaia di articoli.
Essere primi su Google è un argomento evergreen, il santo graal, l’obiettivo che tutti i consulenti e specialisti SEO si propongono per loro ed i loro clienti.

Ma ti invito a non seguire le prediche dei vari santoni che millantano promesse, procedure e strategie più o meno pulite (si legge black hat seo), ne rimarresti deluso.

Il Voo-doo non funziona… in questo caso.

Per essere primi su Google non esistono formule magiche e nemmeno procedure esatte, esistono però delle best practices e delle piccole strategie che vale sempre la pena mettere in atto.

Partiamo però dalle basi, non si può arrivare in cima alla scala se non si è messo il piede sul primo gradino!

Perchè è importante essere primi su Google?

Sapevate che Google elabora in media più di 40.000 ricerche al secondo? Si tratta di oltre 3,5 miliardi di ricerche al giorno e di 1.200 miliardi di ricerche all’anno in tutto il mondo.
Un altro dato molto importante è che il 93% delle esperienze online inizia con una ricerca su Google.
In conclusione, per sfruttare il traffico organico, il vostro sito web deve posizionarsi in alto nei risultati di ricerca, primi su google sarebbe perfetto.

Perchè? beh lascio rispondere ai dati raccolti da Advanced Web Ranking, come puli osservare dal grafico qui sotto il primo risultato ottiene più del 35% dei clic totali per quella parola chiave, il secondo scende al 16% e così via.

clic sui risultati in SERP di Google nel 2022 - seonapsi

Dalla decima in poi praticamente i clic si contano sulla punta delle dita di una mano.
A conti fatti quindi si deve combattere per essere almeno i prima pagina se proprio non si riesce ad essere primi.

Ad oggi ci sono circa 2 miliardi di siti su google… è salita l’ansia da competizione??
Per raggiungere la vetta e portare il proprio sito o e-commerce in cima alla classifica di lavoro da fare ce ne è tanto… e dev’essere fatto anche bene.

Come si fa ad essere primi su Google?

La prima cosa da capire è che non è una directory o un social network ma un motore di ricerca e pertanto dobbiamo aspettarci che si comporti come tale.

Già ma come funziona il motore di ricerca di Google?
I Motori di ricerca (o per meglio dire i Motori di Risposta) sono strutture molto complesse alle quali lavorano eserciti di ingegneri su più livelli, sia infrastrutturale che a livello software.
Se volessimo riassumere all’osso il funzionamento di un motore di ricerca potremmo dire che è un software molto complesso che quando interrogato restituisce delle risposte prese dal suo database.

Beh questo è per quanto riguarda l’interazione con gli utenti finali ma in realtà possiamo fare un passo in più e spiegare il funzionamento dei motori di ricerca in tre fasi.

Come? Quali sono le 3 fasi su cui si basa il funzionamento di un motore di ricerca?
Brevemente il motore di ricerca di Google funziona in tre fasi:

Crawling: il motore di ricerca naviga la rete con dei software che si chiamano bot o spider per cercare nuovi contenuti;

Indexing: le pagine ed i siti che i bot considerano rilevanti vengono salvate nel database di Google;

Pubblicazione in SERP: quando un utente ricerca qualcosa Google suggerisce il contenuto salvato nei suoi database.

In realtà è molto più complesso di così ed esistono svariate fasi intermedie, il tutto viene farcito con costanti aggiornamenti degli algoritmi di Google (a volte anche 8 aggiornamenti al giorno!) e con oltre 200 fattori di posizionamento.

Il primo passo per essere primi su Google è creare un sito web che i motori di ricerca possano facilmente scansionare, comprendere e classificare.

Sto parlando della cosiddetta “ottimizzazione on-site” e ci sono molti elementi che possono essere modificati per raggiungere questo obiettivo.

Devi assicurarti che il tuo sito web contenga i contenuti giusti per le parole chiave per cui vuoi posizionarti. Inoltre è cosa buona e giusta coltivare una comunità attiva e che le persone si colleghino ai tuoi contenuti.

Tutti questi elementi contribuiscono al posizionamento organico nell’algoritmo di Google, ok detta così sembra facile forse ho semplificato troppo.
Magari leggere questo approfondimento su cosa sia la SEO può rendere meglio l’idea.

Consigli utili ai coraggiosi che scelgono di essere primi su Google

Se stai ancora leggendo vuol dire che non sono ancora riuscito a spaventarti e vuoi davvero sapere come essere primi su Google.

Il primo consiglio che posso darti è sicuramente quello di fare le cose “per bene”, non esistono scorciatoie nella SEO (mmmh in verità si ma sono veramente poche e situazionali, roba da esperti e scienziati pazzi… lascia stare per il momento).
Ti sconsiglio di applicare le Black-hat SEO o tecniche mal viste dai motori di ricerca… fidati che se ne accorgono e poi sono dolori.

Ti consiglio invece di studiare tanto se intendi fare tutto da solo o di affidarti ad un consulente SEO (meglio se SEO Specialist) che possa fare le cose al posto tuo.

E se nelle prime posizioni di Google ci sono dei colossi?

(Prima le brutte notizie)

Fattene una ragione, ci sarà sempre chi è online da prima di te, che investe più di te, con il business più grosso e potrei continuare ma credo tu abbia capito quello che intendo.

(Adesso le buone notizie)

Qualsiasi ricerca su Google ci restituisce nelle prime posizioni quelle che per il motore di ricerca sono i risultati più in linea con quello che stiamo cercando.
Non necessariamente saranno sempre dei “colossi” come Amazon, Yahoo ecc. e questo perchè a Big G non interessa quanto sia grande ed autorevole il tuo sito, gli interessa quanto quel contenuto sia migliore degli altri.

Ricordiamocelo sempre e ripetiamolo tutti insieme, a Google interessa fornire un servizio (motore di ricerca). Migliore è il servizio e più persone lo utilizzeranno, più persone lo utilizzeranno e più Big G farà… soldi!

Quindi se per Google la risposta migliore a quella domanda è all’interno di un piccolo sito metterà quello in prima posizione.

In taluni casi è davvero possibile per Davide scavalcare Golia… difficile ma possibile.

Difficile perchè chi è in prima posizione sta già lavorando di SEO e sa bene cosa fare per rimanerci.

Ma tutto sommato questa prima posizione… mi serve?

La risposta è NO, o meglio non sempre.

Mi spiego.

Senza entrare troppo nei tecnicismi basta pensare che, ad esempio, il percorso di acquisto di un utente può passare attraverso varie fasi che prevedono una ricerca più analitica e che li porta a navigare su diversi siti non fermandosi subito al primo risultato.

Altra ragione è che se nella prima posizione è presente un colosso o un brand super conosciuto essere in seconda potrebbe favorire il passaggio di autorevolezza di brand: l’utente associa parte dell’autorevolezza del brand più forte a sito in seconda, terza o quarta posizione.

Ogni situazione è a se ed ogni cosa va contestualizzata, soprattutto se riguarda la SEO.

Il tranello del traffico in prima posizione

Spesso (o per meglio dire praticamente sempre) i miei clienti mi chiedono di posizionare i loro siti in prima posizione per delle parole chiave che… non servono.
Altri mi chiedono come mai seppur il loro sito sia in prima pagina non ottengono grosse conversioni.

Precisando che ogni situazione va analizzata e porta con se particolari caratteristiche posso affermare che principalmente i motivi sono due:

  • Il sito è posizionato per parole chiave non in linea con l’attività;
  • Il sito non è ottimizzato per le conversioni (azione che il visitatore dovrebbe compiere sul sito).

Ad esempio per una attività locale di un idraulico ad Avellino essere in prima pagina per la keyword “servizi idraulici” o “idraulico a domicilio” porterà tantissimo traffico… non in target.
Significa che solo una piccola parte di quel traffico sarà interessata ad un idraulico di Avellino, è una keyword troppo generica per intercettare i clienti in quella particolare area geografica.

Queste sono definite “vanity keyword” ovvero parole chiave talmente generiche che non portano traffico qualificato, una perdita di tempo cercare di posizionare un sito per queste parole chiave… il più delle volte.

Sarebbe quindi molto più utile e proficuo per il nostro idraulico se il suo sito fosse in prima pagina per la parola chiave “idraulico Avellino”, in questo caso il traffico sarà sicuramente minore ma molto più in target con la sua attività.

Tutto questo traffico in target e qualificato che arriverà sul sito dovrà poi scontrarsi con la struttura e i contenuti del sito stesso. Se il sito non è ottimizzato per le conversioni e si presenta quindi confuso, non chiaro, senza CTA (chiamate all’azione) o peggio senza contatti… beh allora possiamo dire addio alle conversioni… e di li a poco anche al posizionamento! Google si accorge se il traffico che arriva sul sito va subito via usando delle metriche come la Bounce rate e Dwell-time.

Il primo risultato per me non è lo stesso per te! lo sapevi?

Ormai le SERP (pagine dei risultati di ricerca) sono personalizzate. Google sa chi sei, cosa fai, quali sono i tuoi siti ed interessi preferiti.
In base a queste e ad altre centinaia di informazioni che raccoglie riesce a formulare una SERP personalizzata cercando di soddisfare la richiesta dell’utente.

Google riesce a personalizzare anche in base alla geolocalizzazione, ovvero anche se effettuiamo una ricerca in modalità “anonima” il motore di ricerca riesce a capire in quale area geografica digitiamo e personalizzerà di conseguenza i risultati di ricerca.

Non c’è scampo insomma.

Per quanto possa risultare fastidioso però questo piccolo stalker si dimostra molto utile quando tentiamo di posizionare una attività “local” ovvero una attività che principalmente opera in un posto ben preciso come un negozio, un magazzino e così via.

Ok sono primo su Google, ma il sito è in grado di “convertire”?

Per “conversione” si intende l’azione che il visitatore dovrebbe compiere in una determinata pagina del sito.
Le conversioni più comuni sono:

  • Chiamare un numero di telefono;
  • Scrivere un messaggio;
  • Iscriversi alla newsletter;
  • Acquistare.

Devi sapere che la SEO è solo uno dei tanti tasselli di una corretta strategia di Web Marketing, infatti, per riuscire a ottenere una vendita, un preventivo o una richiesta di contatto è necessario che la vostra strategia di Marketing sia completa sotto ogni aspetto. Riuscire a posizionarsi su Google nelle prime posizioni per una particolare parola chiave o per una serie di parole chiave con un sito che fa acqua da tutte le parti non porterebbe a nulla.
Anche se ci riesci, non c’è nulla che attiri i potenziali clienti e il sito diventerà un’altra città fantasma online.

Per avere speranze di conversione bisogna sincerarsi che il sito web:

  • Non sia lento come una lumaca da caricare (sotto i 2 sec!);
  • Non abbia un design grafico orribile, anzi che sia in target con il settore;
  • Che le CTA (chiamate all’azione) siano presenti in modo bilanciato e furbo;
  • Abbia almeno delle recensioni genuine (no recensioni della nonna ecc);
  • Che il copy (contenuto testuale) sia adeguato ed in linea con settore e target di riferimento);
  • Che abbia un minimo di branding;
  • Che siano ben chiari i prodotti e servizi (Cosa ovvia ai più ma meglio specificare).

Queste sono solo le principali e più evidenti, in realtà avrei potuto scomodare la costruzione di E.A.T. (Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) che riguarda principalmente la costruzione di una identità online riconosciuta sia dal motore di ricerca che dagli utenti.
O anche la YMYL (Your Money or Your Life) che riguarda in particolare il settore in cui si trova una azienda e quindi il sito da posizionare.

Ma lasciamo questi approfondimenti ad un articolo futuro.

Ok ma quanto costa essere primi su Google?

Arrivare alla prima pagina di Google non è economico, questo va detto. In un mondo sempre più orientato al digitale la competizione online diventa ogni giorno più impegnativa.
E come se non bastasse le piattaforme, gli algoritmi dei motori di ricerca e i contesti socio-economici, politici e ambientali cambiano ad una frequenza impressionante.

Come detto poco fa principalmente le strade per essere primi su Google sono due.

SEA o ADV, quanto costano gli annunci sponsorizzati

Come spiegato poco fa è possibile letteralmente acquistare da Google la prima posizione (non quelle organiche ovviamente, parlo degli annunci delle campagne a pagamento) . Infatti Google nei primi risultati di ricerca inserisce gli annunci, due grandi pro sono sicuramente la visibilità e la velocità di posizionarsi in prima pagina di Goole.
Il grande contro è che gli utenti sono ormai abituati agli annunci e li scartano in modo quasi automatico per andare ai primi risultati organici.

Il budget da investire per delle campagna in Google Ads dovrebbe partire almeno da 250-300€ al mese. Consideriamo che dipende molto dal settore ed a secondo della competitività i costi possono salire enormemente facendo salire i costi anche oltre i 5.000€ mese e a volte anche molto di più (eh si c’è competitività anche nelle ADV).

Le più famose tipologie di annunci sono:

  • Annunci pay per click (PPC): costano ogni volta che qualcuno clicca sul vostro annuncio e va sul vostro sito web o effettua un acquisto. L’utente stabilisce un budget da spendere ogni giorno e Google mostrerà l’annuncio il maggior numero di volte possibile nel rispetto di tale budget. Se nessuno fa clic su un annuncio, questo non verrà più mostrato fino al giorno successivo, quando il budget verrà ripristinato. Quindi, se non spendete denaro, nessuno vedrà i vostri annunci!
  • Costo per mille impressioni (CPM): significa che paghiamo Google ogni volta che qualcuno vede il nostro annuncio, indipendentemente dal fatto che faccia clic o meno (chiamato anche “pay for play”). Di solito è più costoso della pubblicità PPC, perché paghiamo per persone che potrebbero anche non essere interessate al nostro prodotto/servizio!

SEO e posizionamento organico: quanto costa?

Contrariamente a quanto avviene con la SEA o ADV dove se si smette di pagare gli annunci si scompare dalle prime posizioni per la SEO funziona diversamente, il lavoro fatto per posizionare il sito in modo organico produce risultati nel tempo e non termina se smettiamo di pagare il consulente SEO.

C’è da dire però che a secondo del settore e della competizione sarebbe molto utile continuare a fare SEO di mantenimento per evitare col tempo di perdere il posizionamento acquisito a causa di competitor particolarmente aggressivi o di aggiornamenti delgi algoritmi dei motori di ricerca.

Per essere il primo risultato su Google, dovete essere rilevanti e autorevoli.

Cosa significa essere rilevanti?

La rilevanza riguarda la qualità dei contenuti. Per essere rilevanti, dovete avere contenuti che rispondano alle domande del vostro pubblico di riferimento. Inoltre, i contenuti devono essere unici e originali.

Cosa significa essere autorevoli?

L’autorevolezza riguarda la fiducia, la credibilità e l’esperienza con il vostro pubblico di riferimento. Se non avete esperienza con il vostro pubblico, non si fideranno di voi e non crederanno a ciò che dite. Come possiamo quindi aumentare la nostra autorevolezza?

La risposta è costruire un marchio forte. Un marchio è come un’identità per un’azienda o un prodotto che dice alle persone chi siete e cosa possono aspettarsi quando acquistano da voi o utilizzano il vostro servizio. Per esempio: Apple ha costruito un marchio forte che dice alle persone che possono aspettarsi un grande design, prodotti di qualità e un servizio clienti dai suoi prodotti. Se Apple vendesse imitazioni a basso costo o un servizio clienti scadente, nessuno acquisterebbe da lei, anche se fosse la prima su Google!

Non sei in gradi di farlo da solo? Beh ti capisco è una materia molto complessa e dinamica.
Ti consiglio di affidarti ad un consulente SEO esperto (meglio se SEO Specialist) che possa guidarti o prendere completamente in carico tutte le attività necessarie.

Il costo di una consulenza SEO può dipendere da diversi fattori:

  • Esperienza del consulente: La cosa più importante da fare quando si assume un consulente SEO è assicurarsi che abbia le competenze necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati;
  • Conoscenza del settore: Assicurati che la persona o l’azienda abbia una conoscenza approfondita del panorama del marketing digitale nel tuo settore. Se non hanno questa conoscenza, non saranno in grado di consigliarvi efficacemente su dove e come concentrare i vostri sforzi o le vostre risorse.
  • Competitività delle parole chiave/mercati: Se un mercato è molto competitivo costerà di più per clic perché gli inserzionisti sono disposti a pagare di più per quei clic rispetto a mercati meno competitivi.
  • Stato di salute del sito: come spiegato sopra il traffico portato su un sito scadente non produrrà benefici;
  • Obiettivi: premesso che gli obiettivi devono essere reali, alcuni sono più difficili di altri. Gli obiettivi vanno definiti prima della fase di preventivo.
  • Durata: alcuni interventi sono una tantum ma altri come la reportistica, la scrittura o la SEO di mantenimento hanno una cadenza periodica ed il più delle volte mensile;
  • Altri fattori come i contesti sociali ed economici del Paese in cui si trova l’azienda o il sito da posizionare.

Un Consulente SEO junior parte da circa 30€/ora e può arrivare anche a 150-200€/ora se stiamo parlando di un Senior con tanta esperienza.
In base alla complessità ed alla grandezza del progetto e quindi se si tratta di un piccolo blog, un sito istituzionale, un grosso e-commerce i costi possono variare di molto.
Un piccolo progetto può richiedere 300€/mese ma un sito più grande come un magazine o un e-commerce può arrivare anche a 1000-1500€/mese.
Certo in base alla complessità del progetto e del settore le cifre possono raggiungere facilmente anche i 4.000-5.000€/mese.
Questi costi sono rapportati al ritorno dell’investimento, la SEO rimane lo strumento digirale con il ROI più alto.

La buona notizia 👍🏼
La SEO è a tutti gli effetti una attività di marketing e pubblicità e di conseguenza i costi sono scaricabili anche fino al 100%, chiedi al tuo commercialista.

Primi su Google: Guida pratica

Non basta essere il primo su Google. È necessario essere il primo su Google per le parole chiave giuste.
Per posizionarsi bene nelle ricerche, è necessario avere buoni contenuti e mantenere il sito aggiornato con contenuti freschi. Dovete anche avere un sito web facile da navigare e che permetta alle persone di trovare facilmente ciò che stanno cercando.

Le giuste parole chiave fanno la differenza

La ricerca delle parole chiave è una delle fasi più importanti della creazione di un sito web. Le parole chiave sono le frasi che le persone digitano nei motori di ricerca per trovare ciò che stanno cercando. Vengono anche utilizzate dagli inserzionisti per indirizzare i loro annunci alle persone che cercano determinati prodotti o servizi.

Devi scegliere le parole chiave giuste in base al traffico che ricevono e alla loro rilevanza per la vostra attività. Se una parola chiave ha molto traffico ma non è attinente alla vostra attività, potrebbe non valere la pena di puntare su di essa.

Chi si occupa di marketing online sa che esistono diversi tipi di parole chiave. Ecco una rapida panoramica delle tre categorie principali:

In base alla lunghezza:

  • Vanity Keywords: sono parole chiave generalmente a cosa corta e ad intento informazionale, quasi mai conviene per una attività posizionarsi per queste parole chiave. Sono caratterizzate da altissima concorrenza e basso tasso di conversione.
    es.: “cane”
  • Keyword coda corta: formate da massimo due parole come per le vanity hanno la caratteristica di avere un basso tasso di conversione ma alto traffico.
    es.: “cibo per cani”
  • Keyword a coda lunga: quelle su cui in genere conviene investire tempo e sforzi. Sono caratterizzate da basso traffico ma alto tasso di conversione poichè intercettano traffico in target.
    es.: “negozio cibo per cani milano centro”

In base al contenuto:

  • Keyword principale: ogni pagina dovrebbe avere come obiettivo una sola kw principale, il contenuto va ottimizzato per questa kw;
  • Keyword secondarie: ogni pagina viene posizionata per altre parole chiave di minore importanza ma legate all’argomento;
  • Keyword correlate: sono i sinonimi e le varianti delle kw principali e secondarie, hanno a che fare con la semantica latente e le ontologie laterali. Argomento affascinante soprattutto relativamente alla AI dei motori di ricerca.

Per tirare le somme dunque una pagina dovrebbe avere un contenuto costruito attorno ad una sola keyword principale possibilmente a coda lunga, questo ti garantisco che aiuta davvero moltissimo il posizionamento.

Per trovare le parole chiave più proficue ti consiglio di utilizzare piattaforme dedicate per questo scopo come:

Intento di ricerca questo (s)conosciuto

È importante sapere cosa cercano le persone quando digitano determinate parole o frasi nella barra di ricerca di Google. Sapere questo vi aiuterà a determinare quali parole chiave sono più preziose per la tua attività.
Possono esserci molte varianti diverse che le persone utilizzano quando cercano qualcosa di correlato a ciò che offrite (ad esempio, “Auto nuove” vs “Auto usate”).

Una volta trovato e ottenuto un piccolo elenco di parole chiave utili, dovrete andare più a fondo e capire l’intento di ricerca legato a tali parole chiave.
Quando un utente digita o cerca una parola chiave, è perché vuole trovare qualcosa (ovviamente) ma lo scopo della ricerca può variare in base alla finalità.
Ecco perché la comprensione dell’intento di ricerca è così importante.
È necessario capire come gli utenti cercano prodotti e servizi online, quali parole chiave utilizzano e come interagiscono con loro una volta arrivati sul vostro sito web.

  • Intento navigazionale o di brand: l’utente sta cercando un marchio, una azienda in particolare, a meno che quell’azienda non sia tu è sconveniente cercare di posizionare il sito per quella parola chiave in quanto Google preferirà sempre il sito del brand originale piuttosto che il tuo.
  • Intento informazionale: queste parole chiave identificano il desiderio da parte dell’utente di soddisfare una richiesta di informazioni.
    es.: “chi ha inventato il telefono”
  • Intento commerciale: queste ricerche identificano una fase di acquisto in cui l’utente sta valutando alternative, ad esempio fa confronti tra prodotti.
    es.: “auto elettrica migliore” oppure ” nike o adidas snickers”
  • Intento transazionale: l’utente utilizza queste parole chiave quando è verso la fine della fase di acquisto, è pronto a comprare. Queste keyword sono sempre le più presidiate dagli annunci.
    es.: “prezzo scarpe adidas modello x”
  • Intento local: Identificano il desiderio di informarsi su una attività locale relativamente al moto a luogo (per raggiungere l’attività) o per informarsi sugli orari ed i recapiti.

Analizza le serp e le ricerche degli utenti

La SERP è l’elenco dei risultati di ricerca che vengono visualizzati quando un utente digita una query su Google.
Ad esempio, se sto cercando un negozio di cibo per cani a Milano centro ecco cosa vedrei:

esempio serp google scarpe nike seonapsi 1 primi su google Primi su Google? Ecco la guida 2022, ma non ti spaventare Seonapsi - consulente SEO - realizza siti web - assistenza Wordpress

Come si può notare, in questa pagina sono presenti diversi tipi di risultati. Ogni tipo ha uno scopo diverso e contiene diversi tipi di informazioni. I due tipi di risultati che abbiamo trovato in questa ricerca sono:

  • Annunci;
  • Risultati organici.

Per creare una buona strategia SEO bisogna  capire il pubblico. Come probabilmente sapete, l’algoritmo di Google classifica i risultati di ricerca in base alla rilevanza e all’autorevolezza. Più il vostro sito web è rilevante e autorevole, maggiori sono le possibilità di posizionarsi in alto nelle SERP.

Il passo successivo consiste nell’analizzare le query di ricerca e le SERP per capire cosa cercano le persone e da dove provengono. Dovreste anche considerare le strategie dei vostri concorrenti. Questo vi darà un’idea di quanto siete ben posizionati rispetto a loro in termini di parole chiave, backlink, contenuti e altri fattori che contribuiscono al vostro posizionamento nelle SERP.

Analizza la concorrenza, non sei solo

Parliamoci chiaro ogni azienda è alla ricerca di un modo per superare i propri concorrenti. Un modo per farlo è analizzare la concorrenza e capire cosa stanno facendo bene, cosa stanno facendo male e dove possiamo attaccarli.

Un’analisi della concorrenza può aiutarti a capire da dove i tuoi concorrenti ottengono il loro traffico, per quali parole chiave si classificano, come stanno ottimizzando il loro sito e come puoi migliorare la tua strategia attuale. Ti darà anche un’idea di cosa sta combinando la tua concorrenza in modo da poter rimanere un passo avanti.
Un’analisi competitiva può essere un potente strumento per aumentare le tue classifiche, aumentare il traffico e migliorare le conversioni.

Content is king, primo su Google significa migliore tra tutti

Content is King e posso assicurarti che è assolutamente vero! Per ottenere un posizionamento elevato sui motori di ricerca, devi fornire la migliore risposta possibile. Ciò significa che devi creare contenuti e risorse di valore, che renderanno il tuo sito Web più attraente per gli utenti.

Il modo più semplice per farlo è creare contenuti e risorse di valore, fornire la migliore risposta possibile.
Il problema è che ci vuole molto tempo e fatica per scrivere contenuti che valga la pena leggere.
Creare contenuti pertinenti, informativi e ben scritti è la strada migliore peri generare collegamenti in entrata da altri siti Web rilevanti per la nostra attività (LINK EARNING).

La metodologia alla base dell’algoritmo di Google è un segreto gelosamente custodito, ma ci sono alcune cose che sappiamo, ecco alcuni consigli utili:

  • Crea contenuti pertinenti e di alta qualità originali;
  • Aggiorna il contenuto regolarmente (idealmente con le ultime notizie);
  • Presta attenzione alla densità delle parole chiave. Non inserire le tue parole chiave nei tuoi contenuti;
  • Arricchisci il contenuto con immagini e video.

Quindi quello che intendo con contenuti pertinenti e di valore è creare una risorsa che sia preziosa per il tuo pubblico e che fornisca aiuto con il loro problema.

La struttura, i contenuti e le pagine del sito vanno ottimizzati

Ottimizzati sia per gli utenti che per i motori di ricerca, impossibile? No ma come sempre il giusto equilibrio è la scelta migliore.

La struttura di un sito web preferita dai motori di ricerca è quella piramidale (detta anche a Silos), ovvero quella in cui le pagine sono collegate tra di loro a formare una piramide partendo dagli argomenti più generici che si collegano via via alle pagine che trattano argomenti più specifici.

Le pagine e i contenuti di un sito Web sono fattori importanti per il posizionamento sui motori di ricerca. Per ottenere un ranking più alto, devi ottimizzare il tuo sito per i motori di ricerca, devi:

  • È cosa buona e giusta inserire delle introduzioni agli articoli, soprattutto quelli molto lunghi;
  • Utilizza un indice nell’articolo in modo che si possa andare direttamente al punto di interesse;
  • I periodi (le frasi) non devono essere troppo lunghi e cerca di evitare i muri di testo andando a capo spesso, l’occhio riesce a seguire meglio il testo in questo modo;
  • Ricordati di spezzare il contenuto in paragrafi soprattutto quando il contenuto è molto lungo;
  • Grassetti e corsivi aiutano a leggere ma non abusarne o otterrai l’effetto contrario;
  • Includi parole chiave nei tag del titolo, nei titoli e nel contenuto della pagina;
  • Usa parole chiave pertinenti alla tua attività o alla tua nicchia quando scrivi i contenuti;
  • Ottimizza le immagini con le parole chiave nei tag title e alt;
  • Rendi le immagini più leggere, non caricare immagini che pasano troppo o la pagina diventerà lenta! Ci sono tanti servizi gratuiti che puoi utilizzare come Tinypng;
  • Assicurati che tutti i collegamenti sul sito siano pertinenti e utili, non aver paura di inserire qualche link in esterna ma falli aprire sempre in una nuova finestra (blsnk page);
  • Occhio alla sovraottimizzazione e a non inserire troppe volte la kw principale soprattutto in modo non naturale (kw density sempre sotto il 3%). Si rischia la penalizzazione;

Il blog serve per essere primi su Google?

In una parola SI, grande quanto una casa.

Il blog aiuta a costruire autorevolezza e ad intercettare la domanda latente degli utenti, inoltre non hai altri modi di far capire ai motori di ricerca di cosa tratti il tuo sito se non quello di spiegarlo… con le parole!

I blog sono davvero dappertutto, dai semplici siti istituzionali ai più grossi ecommerce e sono utilizzati per moltissimi motivi ma tutti hanno come obiettivo quello del posizionamento.
Occhio che un blog deve avere una struttura tassonomica adeguata e pensata da un SEO altrimenti rischi di fare danni.

Diventa autorevole per essere primo su Google

Come accennato qualche paragrafo più su l’autorevolezza è una fattore di grande importanza per il posizionamento.
L’autorevolezza in sostanza possiamo definirla come il livello di esperienza (expertise) e competenza che un sito ha rispetto ad un argomento o un settore.

Questo non vuol dire che se non si hanno tanti articoli di un argomento non si può essere primi su Google, un esempio è proprio questo sito che (per mio esperimento) è stato primo su Google con la query “Nascondere Recaptcha” per l’articolo Nascondere Google ReCAPTCHA V3 In 2 Passaggi Facile E Sicuro. Il sito era online da circa un anno ma non aveva una homepage, solo 4 articoli in croce senza categorie. Ho dimostrato che è possibile essere primi su Google anche senza essere “autorevoli” come sito ma solo come “articolo”.

Verticalizza il tuo sito

Cosa significa verticalizzare? Significa specializzarsi su un solo argomento, tanto più sarà specifico e tanto più il sito sarà verticale.

A Google piacciono i siti verticali perchè gli danno l’impressione di essere particolarmente esperti in una materia o un settore.

Per esempio un sito che vende abbigliamento non è molto verticale, ma un e-commerce che vende sandali da donna artigianali fatti a mano in italia è decisamente verticale e si posizionerà meglio di un sito generico di calzature.

Link building o link earning?

Ok non facciamo confusione e spieghiamo presto e bene la differenza tra link building e link earning.

Link-Building: prevede l’acquisto di link che da altri siti rimandano al nostro, oggi i prezzi per un link si aggirano tra i 150€ cadauno ma possono arrivare facilmente a anche a 1000€.
Questo perchè ottenendo link in ingresso da siti autorevoli farà apparire il nostro sito come molto rilevante agli oggni dei motori di ricerca, facile arrivare primi su Google in questo modo.
Cè un MA grande quanto una casa, in primo luogo a Google non piace che si acquistino link in ingresso, se se ne accorge sono dolori.
In secondo luogo quei link sono su un altro sito del quale non abbiamo controllo e difatti se decide di togliere il collegamento avremo perso posizionamento e… soldi.

Link-Earning: in sostanza si tratta di scrivere dei contenuti talmente buoni e talmente belli da essere così apprezzati dal nostro pubblico da essere condivisi e linkati in modo del tutto spontaneo. Costo zero manco a dirlo.

Quindi il mio consiglio è quello di creare contenuti sempre migliori e puntare alla link earning magari promuovendo gli articoli sui propri canali social o facendo un po’ di digital PR (banalmente scrivendo ai siti autorevoli che abbiamo pubblicato un bell’articolo).

Il lavoro non finisce mai, chi si ferma viene scavalcato

Eh si, sebbene lavorando bene di SEO si ottengono risultati duraturi nel corso del tempo è anche vero che il mondo li fuori è pieno di concorrenza che vogliono scavalcarci e toglierci la prima posizione du Google!

Vale sempre la pena stare con gli occhi aperti e continuare il lavoro di ottimizzazione per proteggere i risultati ottenuti.

Crea dei report di dati, analizzali e ripeti tutto

Questo più che un consiglio è una regola d’oro.

Tutti i nostri sforzi produrranno dei risultati, poco ma sicuro, che vanno valorizzati ed ottimizzati.
È cosa buona e giusta analizzare i dati per scoprire parti del nostro sito che andrebbero ottimizzate o implementate o per scoprire che il nuovo cambio di algoritmo di Google richiede una modifica nella struttura del sito.
In realtà ci sono anche motivazioni di marketing, gli obiettivi di conversione sono stati raggiunti?

Per non parlare di usabilità, come mai in quella pagina il bounce rate è così alto? E proprio dagli utenti che utilizzano smartphone… strano, meglio controllare!

Conclusioni (giuro!)

In verità questo articolo sarebbe potuto essere di 10k parole, c’è tanto altro ancora di cui scrivere e le strade della SEO sono moltissime.

La SEO è una attività che richiede impegno, conoscenze, pazienza ed una buona dose di sangue freddo.
Non è per tutti.

Ti consiglio di non improvvisare, se non sai bene dove mettere i piedi è meglio affidarsi ad un consulente SEO esperto.

Ricorda che essere primi su Google è possibile anche nei casi più disperati a patto che si facciano le cose per bene!

Se hai una idea, vuoi un consiglio o magari vuoi un preventivo contattami pure sarò felice di rispondere ai tuoi dubbi e alle tue domande.

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raoul gargiulo seo specialist seonapsi
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Sono il proprietario del faccione sereno qui accanto, cerco di salvare i poveri siti web (a Napoli ma anche in tutta italia) abbandonati a loro stessi grazie alle mie armi segrete (Posizionamento SEO, kw research, Audit SEO, Sviluppo e un altro paio di assi nella manica che certo non svelo qui a te). Conosco Html, Php, Css, il kung fu, la ricetta della torta di mele e il mio animale totem è la papera (me lo ha detto il Grande Capo Indiano mentre fumava il kalumè della pace quindi ne sono abbastanza sicuro). Se volete saperne di più dovrete offrirmi da bere (o chiedere gentilmente, a volte funziona). Questo si chiama story telling e ti ha fatto leggere fino alla fine un testo che negli altri siti non leggeresti mai.

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